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"A Rigopiano una parte di me è morta per sempre"

Domani un mese dalla tragedia. Non si placa il dolore di Francesca per la morte del suo Stefano

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Valva.  

Domani sarà passato un mese esatto dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano che è costata la vita a 29 persone, undici i superstiti, scampati alla valanga che ha travolto l'albergo. Tra questi Francesca Bronzi che era lì con il fidanzato Stefano Feniello, per festeggiare i 28 anni di lui.

Un regalo che lei stessa aveva deciso di fargli. Purtroppo il giovane, originario di Valva, dal Rigopiano non è mai uscito vivo, nonostante le speranze alimentate quando Francesca è stata estratta dalle macerie, dopo essere stata 50 ore tra detriti e neve, intrappolata nell'oscurità. I due giovani quando la valanga ha travolto l'albergo erano seduti entrambi nella sala del camino, il destino li ha separati, Francesca si è salvato ma il suo Stefano no.

“Una parte di me è morta per sempre” racconta Francesca, “se lui è morto non mi sento fortunata ad essere stata salvata, sto ancora troppo male per Stefano. Tenevo troppo a lui e al nostro rapporto. Proprio per rispetto a lui – continua Francesca – non mi sento di parlare a lungo di quanto è successo, quando sarò pronta lo farò ma ora no. Non è il momento”. A rendere ancora più drammatica e dolorosa la condizione della giovane il fatto che sia stata proprio lei ad aver organizzato quella che doveva essere una vacanza d'amore.

“E' come se io stessa l’abbia portato a morire” racconta tra le lacrime Francesca. Anche il papà della ragazza parla a cuore aperto e dice :“da una parte siamo felicissimi per averla potuta riabbracciare, di averla qui vicino a noi. Dall’altra io e mia moglie siamo quasi caduti in depressione nel vederla stare male. Il pensiero di Francesca è sempre rivolto a Stefano. Sta provando a reagire, ma è quasi sempre a casa.

Se esce lo fa solo con me e la mamma o con qualche amica. Si sente spesso con i due fidanzatini di Giulianova, Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, che erano con lei sotto le macerie dell’albergo. Solo loro, in questo momento, forse possono capire un po’ di quello che sta provando. Con gli altri però non si sente di parlare, non vuole ricordare niente. Troppo dolore. Stanno cercando di aiutarla degli psicologi. Sta facendo un percorso terapeutico”. Una ferita e uno strazio che a fatica Francesca tenta di superare, solo un mese dopo da quel tragico mercoledì.

Redazione Salerno

 

(venerdì 17 febbraio 2017 alle 17.49)